Combustibili solidi legnosi: le certificazioni di qualità e di sostenibilità ambientale

Per avere garanzie maggiori sulla qualità dei combustibili legnosi destinati al proprio impianto di riscaldamento domestico, è opportuno verificare che essi siano dotati delle certificazioni di qualità e di sostenibilità ambientale. Vediamo quali sono le più comuni.

Come abbiamo spiegato in un precedente articolo, prima di scegliere un combustibile legnoso per il proprio impianto di riscaldamento domestico è utile conoscere la normativa tecnica di riferimento e assicurarsi che il prodotto che si vuole acquistare risponda alle caratteristiche tecniche e qualitative previste dalle norme comunitarie. La normativa tecnica comunitaria, vigente anche in territorio italiano, non è l'unico metodo che un acquirente ha per essere sicuro della qualità del prodotto. Per alcuni prodotti esistono anche alcune certificazioni, utili ad accertare che il combustibile legnoso che si intende acquistare risponda a determinati parametri qualitativi e alle esigenze di sostenibilità ambientale

Nel presente articolo ci occuperemo delle certificazioni più comuni, quindi più facilmente riscontrabili nei biocombustibili legnosi in commercio nel nostro paese. 

Per comodità esplicativa, suddivideremo le certificazioni in due macro-gruppi: le certificazioni di sostenibilità ambientale e le certificazioni di qualità vere e proprie. Le prime sono marchi utili a comprendere se la provenienza del prodotto è riconosciuta come eco-sostenibile. Trattandosi di una certificazione che valuta l'origine del prodotto, si riferiscono a tutti i prodotti di derivazione legnosa, compresi i combustibili per il riscaldamento domestico: legna da ardere, pellet, cippato e bricchette. Per quanto concerne, invece, le certificazioni di qualità, esse servono a comprendere se le caratteristiche fisiche, chimiche e di efficienza energetica del prodotto sono qualitativamente elevate. A differenza delle certificazioni di sostenibilità ambientale, le certificazioni di qualità si riferiscono in modo esclusivo ai pellet.

CERTIFICAZIONI DI SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

Sono due le certificazioni di sostenibilità ambientale riconosciute a livello internazionale e facilmente riscontrabili nei prodotti legnosi in commercio nel nostro paese: il marchio PEFC e il marchio FSC. I combustibili legnosi solidi (legna da ardere, pellet, cippato e bricchette) che recano questi marchi provengono da boschi e foreste certificati dagli omonimi organismi, i quali ne attestano la gestione sostenibile. Entrambe le certificazioni sono riconosciute sia dal Parlamento Europeo che, in Italia, dal Ministero dell'Ambiente.

Marchio PEFC: Acronimo di Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, cioè Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale. Si tratta di una certificazione internazionale emessa da un organismo non governativo e senza scopo di lucro, il PEFC, il quale attesta che le modalità di gestione dei boschi dai quali proviene il legno siano rispondenti ad alcuni requisiti di sostenibilità. Si occupa, ad esempio, di verificare che venga usata la minore quantità possibile di sostanze chimiche, che sia rispettata la biodiversità, che la gestione boschiva non preveda tagli illegali, che la gestione sia in regola con le direttive internazionali di protezione forestale, e che siano rispettati i diritti dei lavoratori e quelli delle popolazioni indigene. La certificazione viene data ai gestori delle foreste ogni cinque anni, ma annualmente PEFC dispone che un organismo di certificazione accreditato e indipendente dallo stesso PEFC esegua una verifica completa della gestione della foresta, al fine di valutare che i criteri di sostenibilità ambientale siano rispettati costantemente. 

Per conoscere quali sono in Italia le aziende e le foreste certificate dal marchio PEFC si veda questa pagina del sito internet ufficiale italiano

Logo del marchio PEFC, garanzia di sostenibilità ambientale

Marchio FSC: Acronimo di Forest Stewardship Council. Si tratta di un organismo internazionale non governativo e senza scopo di lucro composto da gruppi ambientalisti e sociali, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici. Come per il PEFC, anche il marchio  FSC® si riferisce a prodotti contenenti legno proveniente da foreste controllate, gestite in modo eco-sostenibile e rispondenti agli standard ambientali, sociali ed economici stabiliti dall'organismo. Affinché una foresta possa ottenere la certificazione FSC è necessario che siano rispettati 10 criteri. L'elenco completo dei criteri da rispettare con le relative sotto-sezioni è presente sul sito ufficiale italiano dell'organismo. Anche in questo caso, la certificazione vale per cinque anni e, annualmente, l'ente di certificazione provvede a verifiche di sorveglianza con le quali valuta che gli standard siano rispettati costantemente. 

Logo del marchio FSC, certificato di sostenibilità ambientale

CERTIFICAZIONI DI QUALITA'

Le più note certificazioni di qualità si riferiscono in modo esclusivo – o quasi – ai pellet. I pellet sono il prodotto di derivazione legnosa di utilizzo più frequente in ambito domestico. A differenza della legna da ardere, proveniente direttamente dal taglio degli alberi e dalla loro essiccazione, i pellet sono prodotti industriali, cioè realizzati mediante un procedimento di lavorazione industriale del legno, il processo di "pellettizzazione", che consiste, a grandi linee, nella compressione di materiali legnosi sminuzzati finemente fino a formare i classici cilindretti. 

Per avere maggiori certezze sulla qualità del prodotto, assicurandosi, ad esempio, che in esso non siano presenti sostanze nocive, è possibile affidarsi a prodotti certificati, cioè rispondenti ai criteri e ai parametri stabiliti dalle rispettive certificazioni di qualità. Le certificazioni di qualità più note sono la DIN Plus e la EN Plus. Ad esse si aggiungono anche alcune normative, certificazioni e attestati nazionali generalmente riconosciute a livello internazionale come affidabili dal punto di vista qualitativo, tra le quali meritano menzione il marchio austriaco Önorm e l'italiano Pellet  Gold.

Tutte le certificazioni qui prese in considerazione attestano che il legname utilizzato non provenga da scarti industriali e che non sia, quindi, contaminato da colle, vernici e preservanti.

EN PLUS: Si tratta di una certificazione rilasciata dal Deutsches Pelletinstitute, e si basa sulla normativa tecnica europea EN 14961 (in Italia corrisponde al pacchetto normativo UNI EN 14961). Tale certificazione attesta che l'intera filiera di produzione dei pellet è controllata e che i prodotti realizzati rispondono a determinati parametri. Per ogni produttore che si avvale del marchio EN Plus  per i propri prodotti, sono previsti ogni anno dei controlli sull'intero processo di fabbricazione. Secondo la certificazione EN Plus, i pellet sono suddivisi in 3 categorie: A1, A2 (relativi ai pellet di utilizzo domestico) e B (destinati ad un utilizzo industriale). Per il proprio impianto di riscaldamento domestico, quindi, le due categorie di riferimento sono la A1 e la A2. Sito internet

Logo della certificazione di qualità En Plus

DIN PLUS: Certificazione rilasciata dal DIN CERTCO, istituto di certificazione del TÜV Rheinland Gruppe e del DIN, l'Istituto normativo tedesco (cioè il corrispettivo tedesco del nostro UNI), la cui affidabilità è riconosciuta a livello internazionale. Il marchio Din Plus valuta l'intero processo di produzione e certifica che il prodotto finito risponda a determinati parametri riguardanti le caratteristiche fisiche (diametro, lunghezza), il potere calorifico, la resistenza all'abrasione, il peso specifico, la percentuale di ceneri, l'umidità residua e la percentuale di additivi. Ad esempio, la percentuale di zolfo nei prodotti a marchio DIN Plus non deve superare lo 0,04%; il cloro non deve superare lo 0,02% e così via. Sito internet

Logo della certificazione di qualità Din Plus

ÖNORM: La certificazione Önorm per i pellet è riferita alla normativa austriaca ÖNORM M7135, la quale definisce i requisiti necessari per i combustibili legnosi pressati e le disposizioni da attuare per la loro verifica. Un produttore di pellet che vuole avvalersi del marchio ÖNORM, stipula un accordo con un istituto di analisi accreditato, il quale valuta inizialmente che il prodotto risponda ai requisiti richiesti e, annualmente, compie delle verifiche per constatare che la qualità del prodotto sia sempre rispettata. Sito internet

Il marchio Onrom M7315, garanzia austriaca di qualità

PELLET GOLD: Si tratta del marchio di qualità italiano più conosciuto, sviluppato da AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, e  basato sui criteri stabiliti dalle norme UNI EN. Non è una vera e propria certificazione – perché AIEL non è un ente di certificazione –  ma un'attestazione di qualità. In ogni caso, per ottenere il marchio Pellet Gold è necessario che i prodotti superino una serie di test e siano conformi ai parametri previsti dalle normative UNI EN 14961. Rispetto agli altri sistemi di attestazione, il marchio Pellet Gold prevede anche la valutazione del contenuto di formaldeide e la radioattività. Anche in questo caso, alle verifiche iniziali necessarie a conferire l'attestazione da parte di AIEL, periodicamente l'associazione realizza verifiche ispettive di sorveglianza e controllo. Sito internet

Marchio Pellet Gold, attestazione italiana di qualità

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