Legna, pellet, cippato e bricchette: uno sguardo alla normativa

Quando si acquista un biocombustibile per il proprio impianto di riscaldamento a legna, è bene assicurarsi che esso sia rispondente alle norme comunitarie vigenti anche nel nostro paese, per avere una maggiore garanzia sulla qualità del prodotto che si vuole utilizzare.

Districarsi tra le normative relative alla qualità di un prodotto non è mai semplice. Le difficoltà si acuiscono se tali normative e non sono obbligatorie ma volontarie, come nel caso dei combustibili solidi di derivazione legnosa: legna da ardere, pellet, cippato e bricchetti. Per un acquirente e consumatore di questa tipologia di prodotti, tuttavia, la conoscenza della normativa di riferimento è fondamentale per poter avere maggiori certezze sulla qualità del prodotto che si intende utilizzare nel proprio impianto di riscaldamento a legna o a derivati legnosi.

In questo articolo forniremo una panoramica sulla normativa attualmente vigente in Italia. Prima di entrare nel merito, però, è opportuno specificare che né le regole tecniche in essa contenute non sono vincolanti su base legislativa. L'accettazione o meno di queste norme, è volontaria. Ciò significa che un produttore, ad esempio, di pellet può decidere di realizzare un prodotto che risponde ai criteri stabiliti dalle norme, oppure di non farlo, senza per questo incorrere in sanzioni. Dal punto di vista dell'acquirente, però, l'acquisto di un prodotto che risponde alla normativa tecnica è una garanzia di qualità del combustibile che si intende utilizzare, oltre che della sua sicurezza per la salute e della sua sostenibilità ambientale. 

Le specifiche tecniche sono, però, importanti anche sul piano legislativo vero e proprio, perché è ad esse che il legislatore fa riferimento nel momento in cui emana una normativa, questa sì, cogente e non più solo volontaria. In assenza, almeno allo stato attuale, di una legislazione cogente (che ci si augura arrivi al più presto), l'aderenza di un prodotto alle specifiche tecniche è un aiuto per il cittadino nella scelta di un prodotto che risponde a determinati parametri qualitativi.

LE NORME UNI EN

In Italia l'ente che si occupa dell'emanazione delle specifiche tecniche per prodotti, processi e servizi è l'UNI (Ente di Unificazione Nazionale), il quale studia, elabora, approva e pubblica le norme tecniche volontarie in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario (tranne in quelli elettrico ed elettrotecnico). È, in sostanza, il corrispettivo italiano degli enti internazionali preposti all'emanazione di documenti che definiscono le caratteristiche tecniche che un prodotto, un processo o un servizio devono avere per essere affidabili e garantire non solo le prestazioni ottimali ma anche la sicurezza e il rispetto per l'ambiente. Il corrispettivo europeo delle norme UNI sono le norme EN, mentre a livello internazionale abbiamo le normative ISO.

Premesso ciò, possiamo entrare subito nel merito osservando quali sono le norme di riferimento attualmente vigenti in Italia. Secondo quanto annunciato dagli esperti del CTI, sembra che il Comitato Tecnico dell'UNI stia attualmente studiando nuove regole relative ai biocombustibili solidi di origine legnosa, le quali andranno a integrare o a sostituire quelle attualmente vigenti. In attesa che vengano emanate le nuove normative, dobbiamo far riferimento alle norme attualmente in vigore.

Nel 2007 l'UNI aveva già emanato alcune specifiche tecniche relative ai combustibili solidi di origine legnosa (la norma UNI/TS 11263, relativa ai pellet, e la norma UNI/TS 11264, relativa a cippato, bricchette e legna da ardere). Dal 2011, però, per i combustibili solidi di origine legnosa è stata emessa anche una normativa comunitaria (norme EN, elaborate dal CEN, Comité Européen de Normalisation, corrispettivo europeo dell'UNI), recepita anche dall'Italia. 

Allo stato attuale, le normative tecniche europee alle quali si deve far riferimento anche in Italia sono due:

- il pacchetto normativo UNI EN 14691

- il pacchetto normativo UNI EN 15234

Entrambe contengono delle sotto-sezioni relative alle singole tipologie di prodotto: legna da ardere, pellet, cippato e bricchette. Le normative si riferiscono esclusivamente ai prodotti destinati ad un utilizzo domestico. Ne sono, quindi, esclusi i combustibili solidi legnosi destinati ad un utilizzo industriale (i quali potrebbero, invece, essere presi in considerazione nelle normative di prossima emanazione). I due gruppi di norme sono strettamente legati tra loro e uno dipende dall'altro. 

Il pacchetto UNI EN 14691, sviluppato nel 2011, serve a definire le specifiche tecniche dei prodotti. Senza entrare in dettagli troppo tecnici, si sappia che tale normativa prevede alcuni parametri da rispettare riguardo l'origine del combustibile, il contenuto di umidità, il contenuto di ceneri, le caratteristiche fisiche (larghezza, lunghezza, diametro), la sua durabilità meccanica, il potere calorifico e la percentuale di additivi chimici presenti in esso (tra le tante, ad esempio: mercurio, cadmio, arsenico, nichel, zinco e così via). Un produttore che voglia commercializzare un prodotto rispondente alle normative UNI EN deve rispettare i parametri previsti da questa normativa.

Il pacchetto UNI EN 15234, emanato nel 2012, contiene le procedure da adottare per rispettare i requisiti di qualità e le misure necessarie ad assicurare che le specifiche tecniche prevista dalla norma UNI EN 14691 siano rispettati.

Ciascun gruppo di norme contiene sei sottosezioni. La prima sezione è dedicata alle normative di carattere generale, mentre le successive cinque sono dedicate ciascuna ad un tipo specifico di combustibile. 

- la norma UNI EN 14691-2 e la norma UNI EN 15234-2 sono relative ai pellet di origine legnosa;

- la norma UNI EN 14691-3 e la norma UNI EN 15234-3 sono relative alle bricchette;

- la norma UNI EN 14691-4 e la norma UNI EN 15234-4 sono relative al cippato;

- la norma UNI EN 14691-5 e la norma UNI EN 15234-5 sono relative alla legna da ardere;

- la norma UNI EN 14691-6 e la norma UNI EN 15234-6 sono relative ai pellet di origine non legnosa (derivati da biomasse erbacee, da biomasse da frutta e da miscele di biomasse). 

LE CLASSI DI QUALITA'

Per ciascun tipo di prodotto, come si anticipava, la normativa prevede alcune caratteristiche specifiche relative all'origine, alle caratteristiche fisiche, al contenuto di umidità, alla presenza di ceneri, al potere calorifico e all'eventuale presenza di additivi chimici. Tenendo in considerazione questi parametri si avranno diverse classi di qualità per ciascun prodotto. In ordine, dalla classe di qualità che presenta i parametri più stringenti (A1) a quelle con parametri meno stringenti (B o B2), la classificazione è la seguente:

- Pellet, bricchette e legna da ardere sono suddivide in 3 classi: A1, A2 e B

- Il cippato presenta una suddivisione in 4 classi: A1, A2, B1 e B2

Nel momento in cui si acquista un biocombustibile solido di origine legnosa, è bene assicurarsi che esso sia rispondente alle norme comunitarie vigenti anche nel nostro paese, per avere una maggiore garanzia sulla qualità del prodotto che si vuole utilizzare per il proprio impianto di riscaldamento a legna.

Le specifiche tecniche, però, non sono l'unico metodo per assicurarsi che il prodotto che si intende utilizzare sia di buona qualità. Per alcuni prodotti esistono anche alcune certificazioni di qualità. Ne parleremo nel prossimo articolo.

Autore

serenaarticoli

Visualizza l'elenco dei principali articoli

(Clicca sulla cartella per espandere più articoli)