Il pellet: piccoli cilindri per un riscaldamento ecologico

Piccoli cilidri derivati dagli scarti della lavorazione del legno, ma con elevate prestazioni di resa termica, zero emissioni di co2 e un costo inferiore rispetto ai combustibili tradizionali danno vita al pellet, combustibile ecologico per eccellenza, chiamato anche biocombustibile.

E' uno dei combustibili naturali più ricercati per la sua ottimale resa termica e per la fruizione di un prodotto generato dagli scarti della lavorazione del legno vergine scortecciato, dalla segatura e dai trucioli, il pellet sfutta, per la sua produzione, prodotti che altrimenti resterrebbero inutilizzati e che, invece, vengono sfruttati per l'alimentazione degli impianti di riscaldamento a biocombustibile.

Come viene prodotto il pellet?

Il pellet, classificato come biomassa, ha la forma di piccoli cilindri creati dalla pressatura degli scarti del legno con appositi impianti, permettendone la legatura  attraverso la lignina, sostanza costitutiva del legno, senza l'aggiunta di additivi, solventi e sostanze collanti dannose per la salute dell'uomo e dell'ambiente.

In seguito al processo di  pressatura il pellet, ancora caldo, viene tagliato alla lunghezza desiderata e passa al processo di raffreddamento in appositi scomparti, al termine del quale, il pellet viene passato al setaccio delle polveri e dei resti, per garantire una percentuale non superiore all'1% in base alle normative vigenti.

E' proprio il processo di pressatura che dona al pellet una doppia densità energetica rispetto al legno naturale, generando la proprietà di maggiore resa calorica e ottimale combustione, le cui ceneri possono essere utilizzate ancora come fertilizzanti, rinnovando ulteriormente il processo di sfruttamento della risorsa energetica.

Quanto costa il pellet?

Il prezzo del pellet varia in base alla quantità del sacchetto acquistata, ma in linea generale, vige il fatto che più il sacchetto è piccolo e maggiore è il suo prezzo: un sacchetto da 10 kg costa in media dalle 2,30 alle 4 euro , mentre un sacchetto da 15 kg costa in media dalle 3 alle 5 euro.

Il pellet è il combustibile ideale per il riscaldamento domestico e, come visto sopra, presenta dei costi competitivi sul mercato rispetto ai combustibili fossili grazie alla maggiore resa termica: pellet di abete, di rovere e di faggio sono le essenze che si vanno a aggiungere alle tipologie generate dalla kruska, dal girasole etc., ma attenzione: in commercio sono presenti numerose tipologie di pellet non puro e non certificato che non garantiscono la stessa resa calorica o, addirittura, presentano degli additivi o collanti, dannosi durante la combustione, per l'uomo e per l'impianto stesso.

Come si può riconoscere un buon pellet?

Riconoscere un buon pellet non è difficile. Per le sue proprietà di stagionatura e essiccatura il combustibile, al suo livello ottimale:

  • non galleggia nell'acqua;
  • non contiene polvere di legna quale componente nella sua composizione o anche a vista; 
  • nella sua confezione è bene che siano presenti dei residui che ne indicano la mancanza di collanti che ne facilitano la disgregazione;
  • il suo aspetto è liscio e compatto.

Inoltre, particolare importanza nella valutazione della presenza o meno di sostanze estranee al legno è:

  • la colorazione della fiamma, la quale identifica la presenza di additivi o colle: una fiamma chiara con piccole sfumature sul bianco, gialla, bella piena e senza troppe scintille identifica un pellet puro; una fiamma di combustione di colore arancione e sul nero ne denuncia una composizione differente agli scarti del legno vergine, mentre una fiamma blu identifica la troppa aria nella combustione.

La certificazione di qualità del pellet garantirà anche prestazioni elevate nella combustione, un basso livello di emissioni di CO2, riducendo costi economici, energetici e di manutenzione dell'impianto di riscaldamento.

A tal proposito, è bene sapere che alcuni studi hanno dimostrato l'ecosostenibilità del pellet sostenendo che dal punto di vista energetico 1 kg di pellet è equivalente a mezzo litro di gasolio.

Qual è il pellet migliore? Il pellet di faggio, quello bianco o quello austriaco?

In realtà, non esiste un pellet migliore di un altro, si può solo dire che presenta caratteristiche e potenzialità caloriche differenti nelle varie essenze.

Esistono, infatti, dei legni che sono più adatti ad essere bruciati, ma al loro interno contengono maggiore umidità, per cui il calore che si andrà a produrre è inferiore rispetto ad altri legni.

E', infatti, leggenda comune che il pellet di faggio è migliore e ciò non è vero, in base a ciò che si è detto sopra, come non è vero che il pellet migliore è quello chiaro, in quanto la colorazione non è garanzia di maggiore resa termica, e ancora, non è vero che il pellet migliore è quello austriaco, in quanto l'Austria non conosce processi differenti da quelli italiani nella produzione del pellet.

Su wikipedia, maggiori informazioni per chi volesse approfondire il pellet inteso come combustibile o anche nella sua più ampia accezione.

Il potere calorico del pellet di faggio

                                                     (Piccoli cilindri di pellet di faggio)

Foto articolo: piccoli cilindri di pellet di colorazione chiara

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Autore

Dott.ssa Maria Francesca Massa

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