Come è fatta una stufa a pellet e come funziona?

Il pellet è uno dei combustibili ecologici più apprezzato degli ultimi anni. In che cosa consiste il riscaldamento a pellet? In particolar modo, quali sono le parti componenti di una stufa a pellet? Come funziona una stufa a pellet? La giusta e la corretta collocazione e gli elementi indispensabili.

Oggigiorno esiste un'ampia possibilità di scelta tra moltissimi sistemi di riscaldamento. Quest'ultimi si differenziano tra di loro in base alla tipologia di combustibile impiegato, alle spese relative al sostentamento dello stesso e alla resa termica assicurata.
Tra i combustibili più noti e impiegati degli ultimi anni, oltre alla legna, al carbone e al gas, si muove in direzione di primato anche l'innovativo pellet, il quale consente di mantenere un ottimo rapporto tra qualità (o resa termica)/ prezzo.

Stufa a pellet senza canna fumaria
(Stufa a pellet con scarico fumi posteriori - Stufa a Pellet Piazzetta - Modello P955)

Molti arnesi impiegati per il riscaldamento degli ambienti, dunque, adesso, vengono adeguati per l'alimentazione a pellet, così da avere in commercio la possibilità di scegliere le stufe a pellet, i camini a pellet e tutto ciò che può essere azionato con questo nuovo combustibile, sia per il riscaldamento, sia per la cottura.
A proposito, quale è la struttura di una stufa a pellet? E quale è il suo funzionamento? Un viaggio alla scoperta di questo particolarissimo sistema di riscaldamento ci consentirà di scoprire meglio il mondo del pellet.

CHE COSA È IL PELLET?

Il pellet si ricava dalla segatura, in seguito alla lavorazione del legno. La segatura viene essiccata e poi pressata e legata insieme dalla lignina, una sostanza naturale, così da ottenere piccoli cilindri compatti. Il pellet, dunque, non presenta alcuna traccia di legante tossico, ma esso rappresenta il combustibile ecologico per eccellenza, insieme alla legna, si intende.

Pellet
(Pellet)

Il pellet può essere impiegato all'interno di ambienti domestici, anche quando non fosse presente un alloggiamento apposito per la legna. Tuttavia, il pellet, a differenza di quest'ultima, grazie alla sua alta capacità di riscaldamento, consente di raggiungere un rendimento pari al 90% superiore rispetto a qualsiasi sistema.
In commercio esistono differenti tipologie di pellet che variano in base alla durezza, alla dimensione e alla capacità calorica.

PERCHÉ SCEGLIERE UNA STUFA A PELLET?

I combustibili per le stufe (ma anche per i barbecue e i caminetti) possono essere di natura liquida o solida. Solitamente, per il primo caso, i sistemi vengono alimentati autonomamente, poiché la composizione del carburante, consente un alloggiamento diretto, regolare e regolarizzato. Per i combustibili solidi, invece, ciò non è possibile, per cui la loro erogazione avviene manualmente. Nel caso specifico di una stufa a legna, quest'ultima viene aggiunta da parte del possessore, ogni qualvolta il sistema si trova in deficit.

I combustibili solidi, come nel caso della legna, impiegano meno dell'80% del loro rendimento e ciò è dovuto dal fatto che essi rimangono in contatto con l'aria comburente solamente per una parte, mentre l'altra rimane al di fuori, determinando uno spreco di aria inutile.

Il combustibile ideale per le stufe a legna consiste in un formato limitato, in grado di facilitare l'accensione e le procedure di riscaldamento; la dimensione della legna, seppur ridotta, tuttavia, non deve superare un certo limite, nel caso ad esempio della segatura, poiché ciò determinerebbe l'occlusione dei bruciatori, oltre che a richiedere una quantità superiore di legna sminuzzata.

Misurino per pellet
(Misurino per pellet)

Ecco che da questa basilare nozione di combustione nasce l'idea di pressurizzare la segatura, al fine di raggiungere il formato pellet, in grado di mettere insieme la rapidità e la praticità della segatura e la consistenza della legna.

Il pellet venne sperimentato durante gli anni '30 dello scorso secolo, ma ebbe il suo exploit solamente dopo la crisi petrolifera del '73. A causa dell'aumento del costo del petrolio si cercò un'alternativa meno onerosa e più ecologica: le stufe a pellet, nonostante richiedessero uno elevato sforzo economico iniziale, se paragonato alle altre tipologie di stufe, nel tempo, avrebbero concesso di rientrare nei costi e di preservare l'ambiente dall'inquinamento.

Dopo quarant'anni di esperienza, le stufe a pellet sono considerate un ottimo sistema di riscaldamento, economico, efficiente ed ecologico, preferito di gran lunga rispetto ai tradizionali dispositivi.

QUALE È LA STRUTTURA DI UNA STUFA A PELLET?

Una stufa a pellet è composta dalle seguenti componenti:

  • un serbatoio per il pellet;
  • una coclea (o vite senza fine, o vita di Archimede);
  • uno scompartimento che emana l'aria per la combustione;
  • un ventilatore/convettore;
  • gli scambiatori di calore;
  • un estrattore di gas;
  • un focolare di combustione;
  • un raccoglicenere;
  • uno sportello;
  • un tagliafiamma;
  • una resistenza per l'accensione automatica.

COME FUNZIONA UNA STUFA A PELLET?

La stufa a pellet ha un funzionamento semplice e meccanico, il quale consente di equilibrare la velocità di somministrazione del combustibile, sia con l'apporto di aria, sia con l'espulsione dei fumi, sia con l'accensione della fiamma (che avviene mediante la resistenza).

Dal serbatoio nel quale è alloggiato il pellet, la coclea preleva il combustibile e lo lascia cadere all'interno del focolare, dosando la quantità necessaria; qui, l'aria forzata consente di mischiare insieme e in maniera eguale, il combustibile con il comburente, così da trasformare il tutto in calore. Nel frattempo, l'aria di convenzione viene forzata dai ventilatori, così da scambiarsi con il calore prodotto dalla combustione. I fumi prodotti sono espulsi mediante un ultimo ventilatore.

Struttura interna di una stufa a pellet
(Struttura interna di una stufa a pellet)

Questo processo, apparentemente semplicistico, in realtà viene monitorato da una centralina elettrica che consente di soprassedere al funzionamento di tutti gli elementi. In caso di un eccesso di pressione, il sistema di controllo fa attivare un allarme, oppure provocando il normale spegnimento del sistema.

La centralina consente di impostare la temperatura ideale, l'orario di accensione e di spegnimento. In alcuni modelli più sofisticati, l'impostazione può avvenire mediante GPS o modem telefonico, al fine di consentire l'impostazione a distanza.

Componenti di una stufa a pellet
(Componenti di una stufa a pellet)

I parametri di riferimento di tutto il sistema vengono impostati in fabbrica, in base alla tipologia di pellet più diffusa, ovvero quella bianco con diametro di 6 mm e 2/3 cm di lunghezza; nel caso in cui, si decida di cambiare il pellet, bisognerà anche reimpostare la taratura della stufa, affidando questo compito ad uno specialista.

Le stufe a pellet possono anche essere idro. In questo caso lo scambio termico avviene mediante l'acqua e non con l'aria forzata. Tra le stufe a pellet, inoltre, si ricordano le multicombustibili, in grado di funzionare con una moltitudine di carburanti vegetali, quali il mais, le scorze delle noci o delle mandorle, come anche la legna, la scelta dipende solamente dal possessore.

COME DEVE ESSERE POSIZIONATA UNA STUFA A PELLET?

Le stufe a pellet, oltre agli innumerevoli pregi qualitativi e di rendimento, presentano, tuttavia alcuni aspetti negativi, soprattutto legati alle loro particolari dimensioni. In particolar modo, quelle che producono acqua calda per i sanitari presentano una struttura molto ingombrante che, talvolta, può limitare il compratore nell'acquisto della stessa. Il problema è sempre questo: dove posizionare una stufa a pellet di così grandi dimensioni?

Il problema si pone soprattutto perché l'estetica delle stufe a pellet è già compresa nel corpo del sistema, ovvero, mentre per il camino esistono differenti modalità per rivestire al struttura esterna, per una stufa a pellet questo passaggio è scartato poiché essa stessa possiede già un'estetica curata che fa parte della struttura stessa.

Infatti, mentre per l'aspetto estetico e ornamentale la stufa a pellet gioca un punto a favore poiché consente di spaziare tra molteplici rifiniture e rivestimenti, per la collocazione e per il funzionamento, essa stessa necessita di particolari accorgimenti, i quali richiedono il rispetto di alcuni precisi parametri da prendere in considerazione, al fine di consentire il funzionamento della stufa in totale sicurezza e scongiurare qualsiasi tipologia di rischio.

Stufa a pellet con canna fumaria
(Stufa a pellet con canna fumaria)

Nonostante le migliori pubblicità delle più grandi aziende di stufe a pellet dichiarano la possibilità di prescindere dall'installazione di una canna fumaria, dichiarando così la vittoria delle stesse su camini o altri dispositivi di riscaldamento (soprattutto per ciò che riguarda la collocazione delle stufe a pellet all'intero di  condomini) è utile ricordare una precisazione.

Il fumo prodotto dal pellet viene espulso mediante un tiraggio forzato, dunque, sarebbe sufficiente impiegare un piccolo condotto esterno per consentire la loro evacuazione, ma ciò non è per nulla consigliato, se si tiene conto delle alte temperature dei fumi prodotti (circa 300°C), proprio per tale motivazione è indispensabile che una stufa a pellet sia collocata in un ambiente, o meglio ancora in una postazione che consenta di installare una canna fumaria che raggiunga la sommità dell'abitazione.

In caso contrario sarà sufficiente procedere con l'installazione di una canna fumaria con un'altezza di almeno due metri dal livello del braciere.

Inoltre, al fine di integrare perfettamente la stufa a pellet all'interno dell'edificio, è necessario valutare e studiare attentamente la coibentazione, la realizzazione di una struttura estetica e funzionale, così da consentire un'immediata manutenzione: talvolta, ad esempio, la stufa a pellet viene inserita all'interno di una struttura in cartongesso, come un controsoffitto o pareti contenitive.

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Autore

Dott.ssa Sara Tomasello

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