Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo libretto d'impianto per impianti e caldaie

Dal 15 ottobre è entrato in vigore il nuovo libretto d'impianto che prevede importanti novità. Una diagnosi completa che verificherà la sicurezza, la salubrità e l'igiene degli ambienti. Ben 14 sezioni modulabili a seconda delle caratteristiche dell'impianto.

Lo scorso 15 ottobre è entrata in vigore la nuovissima normativa per gli impianti termici di climatizzazione (caldaie, condizionatori d'aria, impianti solari, pompe di calore etc…), che fa riferimento al decreto ministeriale del 10 Febbraio 2014.

Nuovi modelli per il controllo dell'efficienza energetica, racchiusi in un "Libretto di impianto per la climatizzazione" composto da ben 37 pagine, attualmente disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, che si affiancherà al vecchio vademecum.

Proprietari di casa e inquilini dovranno, dunque, dotarsi di entrambi i libretti: sul primo dovrà essere verbalizzato il "Rapporto di efficienza energetica" (la certificazione del buon funzionamento dell'impianto), sul secondo saranno segnati i controlli periodici, le verifiche di rendimento e gli interventi di sanificazione.

libretto d'impianto

(libretto di impianto)

Gli attuali "Rapporti di controllo tecnico" (per impianti termici sopra e sotto i 35kW, di cui agli Allegati F e G al D.Lgs. 192/05 e s.m.i.) dovranno essere sostituiti dai "Rapporti di controllo di efficienza energetica" - di cui agli Allegati da II a V del D.M. - differenziati in 4 tipologie: tipo 1 (gruppi termici), tipo 2 (gruppi frigo), tipo 3 (scambiatori), tipo 4 (cogeneratori).

Al centro di questa rivoluzione, il rispetto per l'ambiente e per l'igiene. Il nuovo libretto è formato da 14 sezioni modulabili a seconda delle caratteristiche dell'impianto, che andranno accuratamente compilate:

  1. Scheda identificativa dell'impianto
  2. Trattamento acqua
  3. Nomina del terzo responsabile dell'impianto termico
  4. Generatori
  5. Sistemi di regolazione e contabilizzazione
  6. Sistemi di distribuzione
  7. Sistema di emissione
  8. Sistema di accumulo
  9. Altri componenti dell'impianto
  10.  Impianto di ventilazione meccanica controllata
  11. Risultati della prima verifica effettuata dall'installatore e delle verifiche periodiche successive effettuate dal manutentori
  12. Interventi di controllo efficienza energetica
  13. Risultati delle ispezioni periodiche effettuate a cura dell'ente competente
  14. Registrazione dei consumi nei vari esercizi

Procedura che sarà necessaria - come precisa l'art.1 del DM - per tutti gli impianti, sia di recente o nuova istallazione che già esistenti. Nel primo caso il libretto verrà fornito e compilato dallo stesso istallatore, mentre nel secondo caso se ne dovrà prendere carico il "responsabile della caldaia" (nel caso di abitazione singola è colui che abita in casa e nel caso di condominio è l'amministratore).

(Regolazione caldaia)

Il rapporto di efficienza, invece, dovrà essere compilato direttamente dal tecnico della manutenzione, che avrà il compito di trasmetterlo all'ente locale di riferimento. Coloro che non hanno svolto gli interventi e del cui impianto non è arrivata alcuna notifica al Catasto, saranno inevitabilmente soggetti a verifica. Il libretto potrà essere reso disponibile anche in formato PDF o editabile, ai fine della compilazione e aggiornamento, anche in formato elettronico. I libretti di impianto e quelli di centrale per gli impianti esistenti devono essere conservati ed allegati al nuovo libretto: in tal senso al responsabile dell'impianto è data quindi facoltà di "selezionare" e compilare/aggiornare le sole schede del libretto pertinenti alla tipologia dell'impianto termico al quale il libretto si riferisce.

Per quanto riguarda i test di sicurezza e salubrità, sta al tecnico manutentore definire gli interventi, che in genere sono annuali. Non sono però molto chiari, invece, i tempi e le modalità con le quali dovranno essere attuati gli interventi di efficienza delle caldaie, perché sarà compito delle singole Regioni fissare la cadenza. In media, però si può dire, che l'intervallo di tempo tra una "revisione" e l'altra è di circa 4 anni per gli impianti Gpl, Gas e Metano superiori ai 10 kW e inferiori 100 kW di potenza e di 2 anni per gli impianti termici a combustibile solido o liquido superiori a 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza. Per accertarsi che tutto sia in regola con i requisiti di legge per operare si può si può consultare la Camera di Commercio.

«Ogni cittadino dovrebbe provvedere in maniera indipendente a cercare e compilare il proprio libretto d'impianto, ma questo è un'utopia – ha commentato Lorenzo Epis, consulente di Domotecnica – Per ovviare al problema sarà sufficiente durante il prossimo controllo dell'impianto di riscaldamento richiederlo al manutentore che verrà a casa. […] Spetterà al tecnico indicare la frequenza di questi controlli, anche se si tratterà di una revisione annuale. La scarsa manutenzione degli impianti è infatti spesso al centro di episodi di cronaca nera ma il libretto d'impianto è uno strumento che può contribuire a denunciare situazioni abitative critiche. Questo perché da un lato i controlli si concentreranno su chi non ha fatto l'intervento, dall'altro perché il manutentore è tenuto a riportate agli enti preposti anomalie degli impianti, da risolvere entro un determinato lasso di tempo. […] Chi è in affitto dovrà farsi carico delle sole spese ordinarie. le spese straordinarie, come la sostituzione di tecnologie o interventi significativi sull'impianto che verranno indicati dal manutentore, sono a carico del proprietario dell'appartamento».

condizionatore

(Impianto di condizionamento)

Una vera e propria rivoluzione che ha riscosso non poche critiche, soprattutto dai consumatori, che considerando il periodo di crisi economica non sono felici del conseguente incremento dei costi. Secondo le stime, infatti, una famiglia media che ha una caldaia collegata a 5 termosifoni dovrà pagare circa 150 euro in più all'anno. Senza considerare che in base alla nuova normativa, essendo la frequenza dei controlli a discrezione delle Regioni e del tecnico manutentore, si potrebbe creare confusione e disparità che andrebbe a favore dei tecnici disonesti che, approfittandosi della situazione, potrebbero aumentare inutilmente controlli.  

«Attualmente attorno al libretto d'impianto c'è grande confusione e chi era tenuto a dare chiarimenti ai cittadini al momento non si è ancora attivato   ha concluso Epis Inoltre a livello mediatico, quello che non è emerso è che questo provvedimento non è un nuovo balzello o un nuovo onere, ma una garanzia di sicurezza. Con i nuovi controlli si assicurerà ai cittadini che gli ambienti in cui vivono e lavorano sono sicuri e salubri, oltre che riscaldati e raffrescati da sistemi energicamente efficienti».

 

Per chi non rispetterà le norme in vigore saranno previste sanzioni – che fanno riferimento al Dlgs 192/2005 e ad eventuali disposizioni delle Regioni di appartenenza- che vanno da un minimo di 500 euro fino ad arrivare ad un massimo di 3 mila euro. Vita ancor più dura per gli istallatori che potranno esser multati fino ad una cifra di 6 mila euro.

Autore

Giornalista Tiziana Simeoli

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