Tutto ciò che bisogna sapere sulle detrazioni fiscali per l'acquisto di una stufa a pellet: chi può beneficiarne e come fare per ottenerle?

Le detrazioni fiscali al 50% hanno inserito anche le stufe a pellet nell'elenco dei beneficiari. Come mai le stufe a pellet possono godere delle detrazioni fiscali? Perché le altre tipologie di stufa non vi rientrano? L'iter da seguire per ottenere le detrazioni per l'acquisto di una stufa a pellet e l'elenco di coloro i quali possono beneficiarne.

Il pellet ha oramai conquistato il cuore di tutti gli appassionati di riscaldamento naturale ed è per tale motivo che gli appartamenti diventano, sempre di più, luoghi all'interno dei quali prevedere la collocazione di una stufa a pellet. Dall'altra parte, proprio quest'ultime rendono il loro aspetto molto più consono agli ambienti di qualsiasi stile, così da risultare dei veri e propri complementi d'arredo.

Stufa a pellet
(Modello di stufa a pellet perfettamente integrato nello stile moderno dell'arredamento della stanza - Stufa a Pellet Piazzetta Modello P944)

Di tutto ciò è consapevole lo stato, il quale ha permesso l'inserimento di questi alternativi metodi di riscaldamento all'interno della lista dei beneficiari delle detrazioni fiscali al 50%. Dunque, basta acquistare una stufa a pellet certificata per recuperare fino alla metà dell'investimento iniziale, fino ad un massimo di 96.000€.

In pratica, per le stufe a pellet vige la medesima normativa, valida per la ristrutturazione edilizia e il risparmio energetico, alla quale possono accedere tutti gli individui e le aziende che possiedono un reddito sufficiente per usufruire della detrazione.

PERCHÉ LE STUFE A PELLET RIENTRANO TRA I BENEFICIARI DELLE DETRAZIONI FISCALI?

Il pellet è uno dei combustibili più naturali presenti in commercio: esso, infatti, deriva dagli scarti della lavorazione del legno. In questo modo, il pellet contribuisce a tutelare la salvaguardia delle foreste, poiché non vengono abbattuti gli altri alberi per la produzione di legna da ardere, serve solo riciclare le schegge e la polvere prodotta dal legno stesso.

Il pellet, inoltre, grazie alla sua composizione riesce a garantire un alto risparmio energetico, poiché esso è privo di umidità, dunque, mantiene viva la fiamma a lungo, consumando il minor combustibile possibile. Con uno spreco minimo di pellet è possibile raggiungere una produttività energetica pari superiore del 70% attestato per gli altri sistemi di riscaldamento.

Sul piano dell'eco compatibilità il pellet batte tutti gli altri combustibili naturali, poiché esso consente emissioni di CO2 molto basse, addirittura fino a 50 volte più basse rispetto alle stufe a legna.

Le stufe a pellet, dunque, rientrano  pieno titolo tra i beneficiari delle detrazioni, poiché costituiscono il miglior modo di produrre calore, pur rispettando la natura.

CHI PUÒ BENEFICIARE DELLA DETRAZIONE FISCALE PER LE STUFE A PELLET?

Il Decreto 83 del 2012 ha disposto nuove legislazioni in merito alla detrazioni, aumentando il recupero fiscale dal 36% al 50% e inserendo anche gli innovativi impianti nella lista dei beneficiari. Tale progetto prevede il raggiungimento di scopi ben definiti, i quali possono sintetizzarsi nei seguenti punti:

  • lo sfruttamento delle risorse energetiche rinnovabili;
  • la riduzione dell'inquinamento;
  • il risparmio energetico delle famiglie.

Dunque, il decreto mira a favorire lo sviluppo di una consapevolezza differente nei confronti del pianeta terra, da parte di imprese e cittadini semplici, con il presupposto di sfruttare tutto ciò che di inesauribile la natura mette e disposizione. Questa buona azione mira a muovere i beneficiari delle agevolazioni, i quali vengono riconosciuti tra le seguenti figure:

  • i proprietari immobiliari e i loro familiari;
  • i titolari di diritti reali, quali la nuda proprietà o l'usufrutto;
  • gli inquilini o i comodatari;
  • i futuri e certi acquirenti dell'immobile;
  • i soci di cooperative, società semplici, società in nome collettivo e imprese familiari.

COME OTTENERE LA DETRAZIONE FISCALE SULL'ACQUISTO DI UNA STUFA A PELLET?

Per ottenere la detrazione al 50% sull'acquisto di una stufa a pellet, per prima cosa, è necessario acquistare un modello certificato, effettuando il pagamento mediante un bonifico bancale o postale. Bisogna avere cura di conservare la fattura d'acquisto, i documenti relativi al bonifico bancario e la copia dell'attestazione energetica della stufa, da richiedere al venditore, oppure al produttore.
Il bonifico bancario deve riportare la data entro i limiti imposti dalla scadenza, inoltre, devono essere indicate le seguenti informazioni:

  • la causale del bonifico;
  • il codice fiscale o la partita IVA dell'acquirente;
  • l'intestazione, il codice fiscale o la partita IVA del venditore.

Tutta la documentazione raccolta deve essere inviata per vie telematiche all'ENEA, ovvero, l'Agenzia Nazionale per l'Efficienza Energetica.
Una volta seguito questo iter, è sufficiente attendere il rimborso che avverrà entro 60 giorni dall'invio della richiesta.

Per le stufe a pellet, inoltre, vi è un altro ulteriore vantaggio, legato agli ecobonus, con i quali si prevedono detrazioni del 35% e altri tipi di sconti applicati a questi ecologici sistemi di riscaldamento.

Inoltre, sin dall'acquisto, le stufe a pellet godono in pieno delle detrazioni fiscali, ad iniziare dal costo stesso della stufa, il quale è soggetto ad un imposta sull'IVA del 21%, per poi proseguire con le spese di installazione, che godono di una tariffa IVA agevolata, abbassata al 10% anziché del 21%.

PERCHÉ LE ALTRE TIPOLOGIE DI STUFE NON POSSONO GODERE DELLE DETRAZIONI FISCALI?

Le detrazioni fiscali, come oramai noto, non possono essere estese a tutte le tipologie di stufe presenti in commercio, questo, per via del fatto che non tutti i sistemi di riscaldamento impiegano combustibili che aiutano l'ambiente.

Inoltre, vi sono altri elementi che vanno considerati, primo fra tutti i livelli di sicurezza e la percentuale di alimentazione, i quali, se non compatibili con i dettami della normativa di riqualificazione energetica vengono scartati in tronco.

Per comprendere ciò, è opportuno paragonare le stufe a pellet con quelle a gas e a legna.

Stufa a pellet
(Stufa a pellet)

Le stufe a gas necessitano di un'alimentazione continua e costosa (a causa della crescita del prezzo del metano); le stufe a metano, inoltre, necessitano di una manutenzione molto elevata, al fine di garantire alti livelli di sicurezza, sia per l'ambiente, sia per l'uomo.

Le stufe a legna, invece, sebbene impieghino un carburante naturale, necessitano di un'alimentazione ingente e molto faticosa. Il trasporto di legna da ardere, come anche le metodologie per ricavarla, infatti, non rappresentano, di certo, i procedimenti ideali per la salvaguardia della natura.

La vittoria, dunque, spetta alle stufe a pellet, in grado di garantire un'alimentazione contenuta, ma al contempo ad altissimo rendimento: una stufa a pellet, infatti, riesce a scaldare molti metri cubi in tempi molto rapidi, apportando sicuri benefici per l'ambiente.

L'ecosostenibilità, inoltre, è uno dei capisaldi delle stufe a pellet, in quanto le norme relative al pellet sono molto severe, infatti, il combustibile deve provenire esclusivamente da foreste autorizzate, le quali vengono integrate costantemente con altri alberi.

Eccelsa qualità, risparmio energetico, tutela dell'ambiente, altissimi livelli di rendimento e detrazioni fiscali: che cosa chiedere di più ad un sistema di riscaldamento?

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Autore

Dott.ssa Sara Tomasello

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