Come funzionano le caldaie a cippato? Come alimentarle? Quali sono i requisiti che deve possedere il cippato per essere adeguato ad una caldaia?

Tutto quello è indispensabile conoscere riguardo alla caldaie a cippato: dalle tipologie presenti in commercio, al funzionamento, alle normative e ai vantaggi, fino a giungere alle detrazioni fiscali applicabili. Quale è il cippato adatto alle caldaie? Dove collocare il cippato per garantire un'ottima conservazione del combustibile ed un'alimentazione immediata?

I combustibili ecologici hanno dato il via ad un nuovo modo di concepire il riscaldamento: stufe, camini e caldaie sono diventati gli ambiti di azione prediletta per sperimentare nuovi materiali, in grado di garantire alte prestazioni, ma al contempo di rispettare l'ambiente e l'aria.

Le biomasse, dunque, entrano a pieno titolo tra i biocombustibili per eccellenza e tra questi spiccano per efficienza alcuni, tra i quali il cippato. Quest'ultimo, sebbene non sia di moderna invenzione, ha compiuto passi da gigante a partire dagli anni '80, soprattutto nell'ambito delle caldaie: in un primo momento, infatti, questo combustibile era in grado di garantire performance che si aggiravano intorno al 50% o 60%, mentre oggigiorno, le prestazioni delle caldaie a cippato si spingono oltre, fino a giungere un'attività al 90%, divenendo così pari a quelle tradizionali, funzionanti a gas.

CHE COS'È IL CIPPATO? COME SI OTTIENE?

Il cippato deriva il suo nome dal termine inglese chip, indicante il legno vergine, ridotto in piccolissimi pezzi di appena qualche millimetro/centimetro.
Il cippato è ottenuto mediante le cippatrici che sono particolari attrezzature agricole, le quali lavorano e trasformano tutti gli scarti derivanti dalla lavorazione dei boschi e degli alberi, come nel caso delle potature di piante, della pulitura di sottobosco da rami e piante cadute, o di disboscamenti programmati.
Le cippatrici riducono il legno in piccolissimi frammenti e poi lo depositano, ammucchiato, in luoghi all'interno dei quali esso riposa per due anni, attendendo l'essiccatura, al fine di essere pronto per la combustione.

Lavorazione del cippato
(Lavorazione e produzione di cippato)

Come tutte le biomasse, anche il cippato rappresenta una fonte energetica molto economica e rinnovabile, in grado di garantire il totale rispetto dell'ambiente e dell'uomo. Il cippato, dunque, viene considerato uno dei combustibili più convenienti, in tutti i sensi, poiché proviene dagli scarti dell'agricoltura: in questo modo, si contribuisce al rinnovo e alla ricrescita delle specie vegetali, purché il loro impiego non superi il rifornimento naturale.
L'impiego di cippato, inoltre, consente di non incidere negativamente sull'ambiente, in quanto la percentuale di anidride carbonica rilasciata nell'aria, durante la combustione, corrisponde a quella che le piante assorbono durante il processo di fotosintesi clorofilliana, dunque, il cippato è in grado di garantire un bilancio assolutamente equilibrato, senza, perciò, aggravare l'inquinamento atmosferico.
Grazie alle piccolissime dimensioni, il cippato consente un rapido e facile trasporto, oltre a garantire una totale sicurezza.
Il cippato, dunque, è in grado i garantire una serie di vantaggiosi aspetti, rispetto ai comuni combustibili, tra i quali i seguenti:

  • economicità di almeno l'80%, se paragonato, ad esempio con il gasolio;
  • l'autoproduzione di cippato rende questo materiale ancora più conveniente;
  • emissioni di gas nocivi pari a zero.

Tra gli svantaggi del cippato, sicuramente, rientra l'ingombro notevole, al quale bisogna abituarsi, soprattutto se esso viene impiegato all'interno degli ambienti domestici.
Il cippato, come anticipato, può essere autoprodotto e, solitamente, di ciò si occupano gli agricoltori, i quali dispongono direttamente della materia prima. Il cippato può essere trasportato mediante autocisterne direttamente a casa, oppure tramite pompa, direttamente all'interno del luogo di stoccaggio.

QUALE CIPPATO VIENE IMPIEGATO PER LE CALDAIE?

Il cippato impiegato per le caldaie può essere differente, poiché molteplici sono le dimensioni; una prima distinzione si fa tra cippato fine, solitamente impiegato per l'uso domestico e cippato industriale: mentre il primo risulta essere più piccolo di 3 cm, il secondo, invece, può arrivare ad una grandezza inferiore ai 6 cm.
Il primo criterio qualitativo per determinare la tipologia di cippato è sicuramente la percentuale di umidità presente al suo interno: un prodotto secco è in grado di garantire un alto potere calorifero.
I livelli di umidità del cippato sono i seguenti:

  • fresco di produzione, con un'umidità compresa tra il 40-50%;
  • secco, con un'umidità inferiore al 20%.

La differenza tra le qualità e le tipologie di cippato può essere rilevata anche valutando la natura stessa del legno. Il cippato premium, di alta qualità,  è costituito a 2/3 di legno duro e 1/3 di legno morbido, possiede una dimensione di 30 mm e un'umidità di circa il 15%.

CHE COSA SONO LE CALDAIE A CIPPATO? QUALI TIPOLOGIE DI CALDAIE A CIPPATO SONO DISPONIBILI IN COMMERCIO?

Nonostante le recenti sperimentazioni abbiano dato vita a combustibili legnosi molto più vantaggiosi sul piano economico, dimensionale e di resa, quali ad esempio il pellet, il cippato rimane sempre sulla cresta dell'onda, come combustibile molto economico e per tale motivo anche apprezzato e privilegiato.
Il cippato, infatti, viene impiegato per l'alimentazione di una serie di sistemi e attrezzature, tra le quali anche le caldaie.

Caldaia a cippato per uso industriale
(Caldaia a cippato per uso indistriale)

Le caldaie a cippato rappresentano una tipologia di sistema di riscaldamento funzionante a biomassa; quest'ultima è rappresentata da un combustibile ligneo-cellulosico, rappresentato appunto dal cippato.

Esse sono impiegabili all'interno di contesti piccoli, come nel caso di abitazioni domestiche, o per l'alimentazione di impianti più grandi, come nel caso di interni edifici, oppure attrezzature di teleriscaldamento.

In commercio è possibile trovare due tipologie di caldaie a cippato, distinguibili in base al tipo di combustione e alla potenza erogata. Secondo questi fattori è possibile distinguere le seguenti caldaie a cippato, ovvero:

  • le caldaie a cippato con griglia fissa;
  • le caldaie a cippato con griglia mobile.

Mentre le prime sono più conosciute, poiché più economiche e più semplici da azionare, le secondo invece, si presentano al mercato con un costo più elevato e una struttura più complessa. Le caldaie con griglia fissa sono in grado di erogare una potenza che è compresa tra i 25 e i 400-500 kW, raggiungibile con l'impiego di un cippato con pezzatura uniforme e umidità inferiore al 30-40%.

Le caldaie con griglia mobile, invece, sono capaci di raggiungere una potenza che va dai 500 kW a diversi MW, con le quali è possibile impiegare vari tipi di biomasse legnose, non omogenee e con un maggiore grado di umidità.

Con differenti potenze disponibili, le caldaie a cippato sono adatte a qualsiasi tipologia impianto ed esigenza, in grado di raggiungere temperature  dell'acqua ideali per riscaldare termosifoni in brevissimo tempo, garantendo un risparmio del 80% e riducendo l'inquinamento ambientale.

COME FUNZIONANO LE CALDAIE A CIPPATO?

L'accensione delle caldaie a cippato può avvenire manualmente, oppure automaticamente, mediante l'impiego di dispositivi elettrici, oppure di un combustibile liquido, fungente da bruciatore pilota.
Con alcune tipologie di caldaia è consentito mantenere una piccola quantità di braci all'interno, durante le pause di non funzionamento, così da rendere immediata e facilitata la riaccensione e il riavvio dell'impianto.
Le caldaie automatiche, invece, sono dotate di un microprocessore che regola sia l'alimentazione sia la combustione della caldaia; per mezzo di una sonda vengono analizzati i fumi e vengono inviati i dati ad uno specifico software, il quale riesce a regolare la quantità di combustibile e di comburente necessaria per la combustione.

Combustione di cippato
(Combustione di cippato)

La caldaia, solitamente, viene collegata ad un boiler di accumulo, mediante uno scambiatore di calore, il quale consente l'apporto di acqua calda anche molte ore dopo lo spegnimento della caldaia; l'aggiunta di pannelli solari, consente di garantire l'acqua calda sanitaria, anche durante i mesi estivi, quando la caldaia viene completamente spenta.
Le caldaie a cippato possono essere usate sia per la produzione di energia termica, per il riscaldamento, sia per l'energia elettrica e il loro impiego è consigliato per grandi complessi, come nel caso di condomini, enti pubblici: le dimensioni elevate richieste, sono riferibili soprattutto, allo spazio occupato dal combustibile.

DOVE DEVE ESSERE COLLOCATO IL SILO PER IL CIPPATO DELLE CALDAIE?

Le caldaie a cippato richiedono uno stoccaggio ben organizzato anche all'interno degli ambienti domestici. Più i luoghi sono angusti, più tale procedimento di alimentazione deve avvenire in maniera agevole.
Le caldaie a cippato degli ambienti domestici possono essere alimentate grazie all'impiego di un piccolo silo, dal quale il combustibile viene dosato, mediante una coclea ed immesso, così, all'interno della camera di combustione.

Caldaia a cippato
(Caldaia a cippato)

Nel caso, però, si abbiano delle caldaie di piccola taglia, è possibile impiegare anche semplici serbatoi all'interno del locale adibito per la caldaia. In alternativa, possono essere adottati altri espedienti, al fine di camuffare o abbellire e valorizzare l'alloggiamento del cippato: è possibile ricorrere a strutture in legno, oppure in cemento da collocare vicino alla caldaia.
È indispensabile attenzionare la struttura del silo, affinché essa non sia soggetta ad infiltrazioni d'acqua, o a fonti di calore: il cippato, infatti, deve essere mantenuto completamente asciutto e deve essere collocato in un luogo lontano dal fuoco, al fine di garantire un'ottima resistenza anche alla pressione del materiale depositato.

QUALI SONO GLI OBBLIGHI NORMATIVI E I VANTAGGI DELLE CALDAIE A CIPPATO?

Le caldaie a cippato sono considerate come fonti di riscaldamento a bassissimo livello di inquinamento, in quanto consentono un rilascio minimo di agenti inquinanti nell'aria, oltre che una quantità irrisoria di ceneri dopo la combustione.
Le caldaie a cippato possono beneficiare di un funzionamento completamente automatico, che riguarda non solo l'accensione e lo spegnimento delle stesse, ma anche le procedure di pulizia della struttura e degli scambiatori.
La pulizia completa delle caldaie a cippato deve avvenire ogni anno, ma è indispensabile procedere con lo svuotamento del raccogli cenere ogni mese.
Le caldaie a cippato che presentano una potenza superiore ai 35 kW devono sottostare a tre obblighi normativi, riguardanti la struttura e la documentazione relativa, ovvero i seguenti:

  • il locale caldaia deve avere una porta indipendente accessibile dall'esterno;
  • la copia del progetto dell'impianto va consegnata ai vigili del fuoco;
  • la realizzazione dell'impianto va comunicata all'ISPESL.

CONDIZIONI VANTAGGIOSE PER LE CALDAIE A CIPPATO: DETRAZIONI FISCALI E CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Le caldaie a cippato, oltre a godere delle detrazioni fiscali del 55%, rientrano tra quegli interventi di miglioria energetica i quali possono beneficiare di contributi a fondo perduto, riservati da alcune regioni: grazie a questi incentivi, è possibile rientrare nei costi degli impianti entro pochi anni.
Le caldaie a cippato sono sottoposte ad Iva al 20% se esse vengono installate in sostituzione delle caldaie preesistenti; se, però, esse vengono sostituite durante la ristrutturazione di un immobile, l'Iva scende al 10% e lo stesso discorso vale sia nel caso in cui le caldaie a cippato facessero parte di un impianto solare termico, sia nel coso in cui si tratti di nuova installazione, conforme alla classe 3 della normativa Europea 303-5.

Autore

Dott.ssa Sara Tomasello

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