Q.rad: nasce il radiatore smart

Si chiama Q.Rad ed è il radiatore intelligente digitale inventato dall'ingegnere informatico francese Jean Benoit. Permette di recuperare il calore prodotto durante l'attività dei server convertendola in calore. Zero dispersioni quindi, più risparmio e più energia pulita d'ora in poi.

Si chiama Q.Rad l'innovativo radiatore elettrico messo a punto da giovane ingegnere informatico e professor francese Paul Benoit con l'obiettivo di fornire riscaldamento gratuito a case ed attività commerciali.

Paul Benoit

(Il giovane ingegnere informatico francese Paul Benoit regge in mano la sua invenzione)

Il principio è molto semplice: quando si usa per lungo tempo, ma nemmeno troppo, il proprio pc, questo si surriscalda e produce dunque calore. Il calore prodotto sarà di certo molto maggiore se a riscaldarsi sono dei server. Il professor Benoit ha trovato il modo di recuperare tale calore disperso, riutilizzandolo per abitazioni ed uffici.

Nello specifico, Q.Rad è collegato a processori ad alte prestazioni, ovvero pc senza schermo, ma connessi alla rete Internet attraverso la fibra ottica. E sono proprio questo processori che Benoit ha sostituito alle resistenze del riscaldamento autonomo. Più capacità di calcolo i processi assicurano, più la stanza sarà riscaldato. Ad esempio, i calcoli eseguiti per realizzare un film tridimensionale, in un anno, possono riscaldare diverse migliaia di persone.

Q.rad

(In apparenza Q. Rad può sembrare un termosifone qualunque: in realtà è in grado di recuperare il calore prodotto dall'esecuzione di complessi calcoli)

E naturalmente questi "calcoli" sono molto complessi. Tanto per capirci sono quelli che permettono, ad esempio, di modificare il proprio status su Facebook oppure accedere contemporaneamente a diversi siti internet. Q. Rad, quindi, è nato per sfruttare non soltanto dei sofisticati processori di calcolo, ma dei veri e propri data center. E tutto questo senza produrre rumore alcuno.

Cosa deve fare l'utente? Niente di diverso da quanto farebbe con un termosifone normale. Manualmente o usando il proprio smartphone programma il proprio termostato, regolando la temperatura desiderata e omogeneizzandola nell'intera abitazione oppure diversificandola a seconda delle stanze.

Dal punto di vista estetico Q. Rad assomiglia ad un termosifone tradizionale, semplicemente con una linea più moderna. In totale, un radiatore digitale può contenere la potenza emessa da quattro grossi computer. L'idea è ancora più geniale se si pensa che i data center non solo costano molto per la loro attività, ma anche per il loro raffrescamento. E nel frattempo le persone continuano a spendere sempre di più per rendere le proprie case calde ed accoglienti. Il Q.Rad di Benoit riscalda ad oggi 100 alloggi sociali a Parigi e presto altri 350 radiatori digitale forniranno calore ad altre abitazioni. Benoit ha fondato una start up, la Qarnot Computing: attraverso questa società, vende la potenza di calcolo alle aziende a un prezzo di mercato inferiore rispetto a quello di un classico data center che non può recuperare le proprie energie; poi, si rientra interamente dei costi delle operazioni di raffrescamento, riscaldando proprio le case parigine. In questo modo, risparmiano anche gli inquilini che vengono rimborsati del costo dell'energia derivata dal riciclo ogni mese. Il progetto, inoltre, salvaguarda l'ambiente, poiché cerca di ridurre al massimo gli sprechi di energia ad oggi ancora troppo presenti.

Un'invenzione che, quindi, guarda davvero al futuro, se si considera infine il fatto che la domanda di data center è talmente aumentata e cresce ad un ritmo incredibilmente veloce, che occorre trovare sistemi sempre più intelligenti, affinché gli stessi data center consumino meno. 


Q. Rad

(La potenza di calcolo viene venduta a un prezzo minore e Benoit si rifa delle spese di raffrescamento perché trasforma l'energia in calore)

Autore

Dott.ssa Giulia Scatolero

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