Pellet, il governo approva l'aumento dell'Iva al 22%

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato in via definitiva l'emendamento che prevede l'aumento dell'Iva sul pellet dal 10 al 22 per cento. Federconsumatori parla di una decisione intollerabile, mentre Nunzia De Girolamo (Area Popolare) minaccia azioni parlamentari.

La notizia tanto temuta dagli operatori del settore alla fine è arrivata. L'emendamento 3.4111 presentato dal Governo relativo all'aumento dell'Iva sul pellet dal 10 al 22% è stato approvato dalla Commissione Bilancio del Senato. A poco è servito l'allarme lanciato nelle scorse settimane da Free (Fonti rinnovabili ed efficienza energetica) e Aiel (Associazione energia dal legno), che in una nota congiunta avevano cercato di scongiurare un aumento destinato a penalizzare oltre due milioni di famiglie che in Italia usano il pellet per il riscaldamento domestico "spendendo meno e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi a livello europeo in termini di energia termica rinnovabile". E' bene ricordare come in precedenza la Camera dei Deputati, nell'approvare il DDL Legge di Stabilità 2015, avesse bocciato l'emendamento all'art. 19 che prevedeva l'aumento dell'Iva sul pellet dal 10 al 22% per coprire le agevolazioni sull'utilizzo di gasolio e GPL nelle zone montane e in quelle svantaggiate. La decisione del Senato, tuttavia, ha ribaltato il verdetto della Camera. Secondo quanto riportato nella scheda tecnica, l'aumento dell'Iva sul pellet dovrebbe portare ad una crescita delle entrate pari a 96 milioni di euro, in virtù dei 3,3 milioni di tonnellate di pellet consumate in Italia, il principale consumatore al mondo.    

Un esempio di stufa a pellet installata in un angolo dell'abitazione

(Un esempio di stufa a pellet utilizzata per il riscaldamento dell'abitazione)

La decisione presa dal governo di aumentare l'Iva sul pellet al 22% è giudicata intollerabile da Federconsumatori, che sottolinea i danni per le famiglie e per l'ambiente: "Un materiale legnoso che serve ad alimentare le stufe, che oltre 2 milioni di famiglie italiane (soprattutto quelle a basso reddito) hanno adottato per ridurre le spese per il riscaldamento. Le numerose famiglie che hanno usufruito degli incentivi investendo su tale sistema di riscaldamento, si sentono ora tradite ed ingannate. 'Il Governo con una mano dà e con l'altra è sempre pronto a togliere' - così si lamentano i cittadini che si stanno rivolgendo ai nostri sportelli allarmati per il provvedimento. Con l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto, l'aggravio sarà di circa 50 Euro a famiglia. Il danno sarà grande anche per l'ambiente: il pellet infatti contribuisce alla riduzione dell'utilizzo delle stufe alimentate con gasolio o gpl. Chiediamo con urgenza un passo indietro del Governo. Non è ammissibile l'avvio di una misura che, come è evidente, andrà a colpire molte famiglie in difficoltà".

Voci contrarie all'aumento dell'Iva sul pellet si sono levate anche dalla politica. Nunzia De Girolamo, capogruppo alla Camera di Area Popolare (Ncd-Udc), ha parlato di un provveddimento inaccettabile, minacciando azioni parlamentari alla ripresa dei lavori: "Il governo non può pensare di approvare misure simili con il solo obiettivo di fare cassa senza pensare alle conseguenze di scelte tanto scellerate. Ed è proprio per questo che chiedo al governo di rivedere la propria posizione in merito e, a tal fine, presenterò un ordine del giorno alla Stabilità affinché il governo intervenga con provvedimento che blocchi dal 2015 questa assurda tassa". Anche Lorenzo Dellai (Democrazia Solidale) si è dichiarato contrario all'emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, affermando in una nota: "L'abnorme aumento dell'Iva sui pellet inserito dal Governo nella legge di Stabilità al Senato è un incomprensibile errore, ormai purtroppo non superabile nella terza lettura alla Camera, che penalizzerà certamente le popolazioni di montagna e non aiuterà il miglioramento delle condizioni dell'ambiente. Mi auguro che il governo provveda al più presto a verificare e modificare questa scelta".

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Autore

Dott. Andrea D'Ammando

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