Pellet e legna: i consumi e l'utilizzo delle famiglie italiane

Secondo il recente rapporto Istat, in Italia una famiglia su cinque utilizza legna a fini energetici. Poco più del 4 per cento sceglie invece il pellet, con consumi più elevati al Nord, soprattutto in Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino.

Una casa su quattro in Italia è riscaldata con legna o pellet. A rivelarlo è il recente rapporto "I consumi energetici delle famiglie", realizzato da Istat con Enea e MiSE. In Italia, si legge nel rapporto, il 21,4% delle famiglie fa uso di legna a scopi energetici, consumando complessivamente 17,7 milioni di tonnellate, pari a un consumo medio familiare di 3,2 tonnellate. Nonostante la notevole crescita registrata negli ultimi anni, il consumo di pellet - su cui scatterà l'aumento dell'Iva dal 10 al 22% previsto dalla Legge di Stabilità approvata recentemente in Parlamento - si attesta invece su livelli decisamente più contenuti. Le famiglie italiane che utilizzano il pellet sono infatti il 4,1%, per un consumo pari a poco meno di 1 milione e mezzo di tonnellate e una media per famiglia di 1,4 tonnellate. L'ultimo rapporto sul settore pubblicato da AIEL (Associazione Italiana Energia dal Legno), che a differenza delle ricerche Istat non considera solo le famiglie, aveva parlato di 16,1 milioni di tonnellate di legna e 3,3 milioni di tonnellate di pellet consumati in Italia nel 2013.

L'utilizzo di legna a scopi energetici risulta elevato nel Nord-est (25% di famiglie), con una percentuale particolarmente alta nella provincia di Trento (47,4%), e al Centro (24,4% di famiglie), con l'Umbria (47,7%) e l'Abruzzo (38,4%) che fanno registrare i picchi più elevati. Livelli notevolmente più bassi nel consumo di legna si registrano nel Nord-Ovest (15,2%), ad eccezione della Valle d'Aosta (33,7%), mentre nel Sud il dato si attesta al 22,5% di famiglie, con quote più alte in Sardegna (39,2%), Basilicata e Calabria (35%). Il consumo di pellet conosce una maggiore diffusione al Nord - con quote più elevate in Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino - rispetto al Centro e al Meridione, con l'eccezione di Sardegna (11,5%) e Umbria (11,1%).

Secondo il recente rapporto sui consumi energetici firmato dall'Istat, in Italia le famiglie che utilizzano il pellet sono il 4,1%, per un consumo totale pari a quasi un milione e mezzzo di tonnellate

(Secondo il recente rapporto sui consumi energetici firmato dall'Istat, in Italia le famiglie che utilizzano il pellet sono il 4,1%, per un consumo totale pari a quasi un milione e mezzo di tonnellate)

Il consumo di biomasse legnose è marcatamente maggiore nei comuni di montagna, dove il 40,8% delle famiglie utilizza la legna per scopi energetici e il 7,4% il pellet. Una parte rilevante della legna utilizzata viene autoprodotta o recuperata: il 45% delle famiglie acquista tutta la legna che consumano, mentre il restante 55% utilizza, in tutto (37,9%) o in parte (17%), legna autoprodotta o recuperata. Nonostante il forte incremento nell'utilizzo di impianti innovativi per le biomasse - segnala il rapporto Istat -, nel settore residenziale gli apparecchi più diffusi sono ancora i camini e le stufe tradizionali, utilizzati dall'85,2% di famiglie.

Secondo i dati diffusi da AIEL, in Italia sono attivi poco meno di 10 milioni di impianti domestici di riscaldamento a biomasse legnose: 3.465.000 camini aperti, 2.085.000 stufe, 1.720.000 camini chiusi e 675.000 cucine alimentati a legna; 1.630.000 stufe, 200.000 camini e 75.000 cucine alimentati a pellet. Sono attive inoltre 596.000 caldaie domestiche a legna, 199.000 a pellet e 1.500 a cippato. Tra le caldaie civii-industriali, sono 7.400 quelle a legna, 2.450 quelle a pellet e 2.100 quelle a cippato. 

Per quanto concerne i consumi, la maggior parte del pellet utilizzato - 3,3 milioni di tonnellate secondo le stime dell'AIEL citate in precedenza - è d'importazione, con una produzione nazionale che si attesta sulle 300mila tonnellate. Per la legna, i dati raccontano invece di 19,3 milioni di tonnellate di legna da ardere, a cui si aggiungono 4,7 milioni di tonnellate di cippato. Passando agli aspetti economici e allo sviluppo della filiera industriale, il rapporto dell'AIEL sottolinea come la produzione di stufe - con 700 milioni di euro di fatturato e 3.000 persone occupate nel settore - registri una crescita costante a partire dal 2009. Positivi anche i dati del settore delle caldaie, in aumento del 20% annuo con un fatturato di 150 milioni di euro e 2.500 dipendenti.

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Dott. Andrea D'Ammando

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