Manutenzione caldaie: nuove tempistiche per i controlli, risparmio fino a 80 euro

L'Italia si adegua alle normative europee in fatto di esercizio e manutenzione degli impianti termici domestici. Tempi più dilatati per i controlli sull'efficienza energetica dei dispositivi, con notevole risparmio per le famiglie italiane. Occhio però ai "furbi".

E' in arrivo la stagione fredda e, come ogni anno, si presenta per le famiglie italiane l'appuntamento con il controllo e la riaccensione degli impianti termici per il riscaldamento domestico. Un'attività, quella della manutenzione e del controllo periodico di caldaie & co., fondamentale non solo per garantire la sicurezza di chi li utilizza, ma anche per verificare la loro efficienza energetica e ridurre le immissioni di sostanze inquinanti nell'ambiente. Da quest'anno però, le tempistiche relative alle cadenze dei controlli sugli impianti sono cambiate. Il 12 luglio scorso, infatti, è entrato in vigore il Dpr 74/2013 con il quale l'Italia ha recepito la direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo relativamente alle norme inerenti l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici negli edifici. 

In particolare vengono fissate nuove periodicità per i controlli di legge sull'efficienza energetica degli impianti che, rispetto alle norme precedenti, diventano più 'diluite' nel tempo, fermo restando la necessità di garantire la sicurezza dei dispositivi. Se per le cadenze dei controlli di manutenzione 'ordinaria' (verifica di eventuali perdite e pulizia) restano valide le indicazioni fornite dalla ditta installatrice o, in mancanza di queste, le disposizioni fornite dal costruttore sul libretto d'impianto, per quanto riguarda i controlli di legge sull'efficienza energetica (esame dei fumi, controllo del rendimento di combustione), il Dpr riscrive il calendario delle 'cadenze'. 

Nello specifico, in mancanza di indicazioni specifiche contenute nel libretto di impianto, i controlli per impianti di potenza compresa fra 10 e 100 kW devono essere effettuati ogni 2 anni se l'impianto è alimentato a combustibile liquido o solido e ogni 4 anni se alimentato a gas, metano o GPL. Per gli impianti di potenza superiore a 100 kW i tempi sono rispettivamente dimezzati. 

Alimentazione

Potenza termica (Kw)

Cadenza controlli di efficienza energetica

Combustibile liquido o solido

________________________

Gas, metano o GPL

10 < P < 100

P > 100

_____________________

10 < P < 100

P > 100

Ogni 2 anni

Ogni anno

______________________________________

Ogni 4 anni

Ogni 2 anni

 

Considerando che gli impianti termici con potenza inferiore a 100 Kw rappresentano la maggioranza delle caldaie istallate nelle case degli italiani, il nuovo calendario dei controlli comporterà un cambiamento importante nelle abitudini e soprattutto nei bilanci delle famiglie che, con le nuove tempistiche, andranno a risparmiare in media dai 60 agli 80 euro ogni 4 anni per chi ha le caldaie tradizionali (circa il 70%).

Prima dell'entrata in vigore del nuovo decreto, infatti, la normativa precedente (Dpr 412/93, 59/2009, 192/2005 e 311/2006) prevedeva intervalli di tempo più 'stretti' tra un controllo e l'altro, variabili in base alla tipologia o all'anzianità: nello specifico per le caldaie di potenza uguale o inferiore a 35 Kw, i controlli dovevano essere annuali per quelle alimentate a combustibile liquido o solido, biennali per impianti a gas a focolare aperto o istallati da più di 8 anni e quadriennali per quelli a gas a tenuta stagna. Ora, invece, per tutti gli impianti (con potenza inferiore a 100 Kw) si passa da uno a due anni per quelli alimentati a combustibile liquido o solido e a quattro anni per tutti gli impianti a gas, senza distinzioni.

Occhio però, ai tecnici ‘furbetti'. La scarsa se non addirittura assente informazione in merito alle nuove tempistiche contenute nella normativa, potrebbe indurre alcuni operatori poco ‘seri' a sostenere l'obbligo della manutenzione degli impianti ogni anno e il controllo dell'efficienza energetica ogni due anni. Proprio per evitare fenomeni di questo tipo, la Federconsumatori chiederà a Governo, Regioni e associazioni imprenditoriali di promuovere una campagna informativa rivolta a tutti i cittadini. 

Tipologie di impianti

Nelle tipologie di impianti termici cui fa riferimento la normativa rientrano tutti quelli di climatizzazione invernale ed estiva (caldaie, condizionatori d'aria) con o senza produzione di acqua calda oltre quelli dedicati alla produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari comprendenti eventuali sistemi di distribuzione e utilizzazione del calore (caldaie, boiler). Stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato ad energia radiante sono esclusi, tranne nel caso in cui siano fissi e la somma delle loro potenze nominali è maggiore o uguale a 15 kW. 

Le ispezioni

La nuova normativa stabilisce che "per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale compresa tra 10 kW e 100 kW, alimentati a gas,  metano o gpl e per gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale compresa tra 12 e 100 kW l'accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o terzo responsabile è ritenuto sostitutivo dell'ispezione". 

In pratica le ispezioni da parte delle autorità competenti finalizzate all'osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell'esercizio e manutenzione degli impianti termici saranno sostituite da un'autodichiarazione da parte del responsabile dell'impianto, che avrà il compito di inviare al Comune o alla Provincia competenti l'ultimo rapporto di controllo redatto dal manutentore insieme al 'bollino'. Adempimenti il più delle volte svolti direttamente dal tecnico manutentore che riscuote l'importo del bollino e lo spedisce agli uffici competenti insieme al rapporto di avvenuto controllo. Le ispezioni continueranno però ad essere effettuate nei confronti di impianti dotati di generatori o macchine frigorifere più vecchi di 15 anni, o di quelli per i quali, in fase di controllo, siano emerse criticità, oltre, ovviamente, nel caso in cui non sia stato inviato il rapporto di controllo di efficienza energetica. 

Il calendario delle accensioni

Oltre alle nuove cadenze dei controlli, cambieranno anche i periodi di funzionamento degli impianti termici durante l'inverno, che varieranno in funzione della zona climatica di appartenenza:

- Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo

- Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo

- Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo

- Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile

- Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile

- Zona F: nessuna limitazione

Come spiegato nella normativa, inoltre, "durante il funzionamento dell'impianto di climatizzazione invernale, la media ponderata delle temperature dell'aria, misurate nei singoli ambienti riscaldati di ciascuna unità immobiliare, non deve superare: 

a) 18°C + 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili;

b) 20°C + 2°C di tolleranza per tutti gli altri edifici".


Riferimenti normativi

Dpr 74/2013: "Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192" .

Autore

Dott.ssa Elisa Di Mattia

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