Legge di stabilità 2015: stangata sui pellet

L'ennesima batosta per gli italiani - l'applicazione dell'aliquota massima dell'imposta sul valore aggiunto - che con ben 3,3 milioni di pellet bruciati nel 2013, sono i primi consumatori d'Europa di pellet.

Riscaldare la casa nel 2015 costerà davvero di più rispetto agli anni passati. Tra i passaggi più discussi e combattuti della Legge di Stabilità 2015 - approvata in via definitiva alla Camera con 307 voti favorevoli e 116 voti contrari e pubblicata in Gazzetta Ufficiale - c'è l'aumento dell'Iva sui combustibili a pellet, che passerà dal 10% al 22%.

«Il pellet è una soluzione che moltissime famiglie hanno adottato per cercare di ridurre le spese per il riscaldamento – ha commentato il direttore generale di AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), Marino Berton – Prendere i soldi per il fondo per la riduzione delle imposte, aumentando l'Iva su questo combustibile è paradossale: per ridurre la tassazione diretta, proporzionale al reddito, si applica una forma di tassazione indiretta che colpisce il bilancio delle famiglie che hanno scelto di scaldarsi con il pellet, in gran parte famiglie dei ceti popolari che scelgono questo combustibile proprio per risparmiare».

pellet

(Pellet di legno)

Semplificando il concetto, il pellet – cilindretti in segatura essiccata e compressa, che alimentano stufe e caminetti ecologici – non sarà più assimilato alla segatura o alla legna da ardere, sui quali è valida l'aliquota agevolata, ma per il fisco sarà considerato al pari di un idrocarburo. Dunque, il costo del sacchetto di pellet di legno, che ad oggi si aggira sui 4- 5 euro per 15 kg, lieviterà notevolmente: il prezzo del combustibile salirà a oltre 31 euro la tonnellata, cioè circa 50 centesimi per pacco da 15 kg.

«Oltre due milioni di famiglie in Italia usano il pellet per riscaldarsi: si tratta principalmente di famiglie che fanno parte del ceto medio e popolare, quello che è stato più penalizzato dalla crisi economica. Questo aumento dell'IVA andrebbe a pesare, quindi, soprattutto sul consumatore finale – si legge nel comunicato del Coordinamento FREE – Fonti rinnovabili ed efficienza energetica e di AIEL – Associazione italiana energie agroforestali – C'è un vero paradosso nelle finalità dell'emendamento. Infatti, il gettito previsto dall'aumento dell'IVA andrebbe ad alimentare un fondo per la riduzione della pressione fiscale: come a dire, abbassiamo le tasse attraverso l'aumento dell'IVA di un prodotto di largo consumo. Il pellet è un combustibile che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi europei previsti per il 2020 in termini di energia termica rinnovabile e va a sostituire combustibili fossili, esattamente quelli che sono oggetto di unanime critica e contrasto poiché principali responsabili del cambiamento climatico in corso. Oltre al fatto che il pellet contribuisce a diminuire la quota di importazioni di energia dall'estero. L'iniziativa del Governo risulta quindi incomprensibile e impopolare, se non in chiave di una esclusiva ricerca di gettito facile, i cui effetti saranno di solo aggravio nella spesa delle famiglie. Chiediamo siano adottate tutte le iniziative possibili per abrogare l'emendamento e scongiurare un'iniziativa tanto dannosa sotto tutti i punti di vista».

(Stufa a Pellet)

L'ennesima batosta per gli italiani, che già nei mesi scorsi avevano dovuto fare i conti con un aumento delle tariffe dell'energia e del gas. Una vera e propria stangata firmata dal Governo Renzi – l'applicazione dell'aliquota massima dell'imposta sul valore aggiunto – che non ha lasciato indifferenti gli italiani, che con ben 3,3 milioni di pellet bruciati nel 2013, sono i primi consumatori d'Europa di pellet. Ai 2 milioni di famiglie che utilizzano le stufe a pellet, infatti, la manovra costerà all'incirca 50 euro in più a nucleo familiare e immetterà nelle casse dello Stato 96 milioni di euro all'anno.

Dure le repliche della Lega Nord. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, ha affermato che l'aumento del pellet è «Un crimine contro il buon senso e contro le regioni del Nord». Seguito a ruota dalle dichiarazioni del leader della Lega Nord Matteo Salvini: «Scaldarsi non è un lusso! L'aumento dell'Iva sul pellet per il riscaldamento è frutto di un'incredibile fantasia tassatoria, alla quale la Lega si è opposta e si opporrà in ogni maniera».

 

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Autore

Giornalista Tiziana Simeoli

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