Il pellet: quale la convenienza

Nonostante l'aumento della domanda, il prezzo del pellet è ancora di molto minore rispetto a quello del metano. Non è questo però l'unico aspetto conveniente nella scelta di scaldare la proprio abitazione con una stufa a pellet.

Che il pellet (dall'inglese, "pallina") faccia risparmiare e "dimagrire" le nostre bollette del gas è ormai una convinzione che sta sulla bocca di tutti. Ma perché riscaldarsi con una stufa o un camino a pellet è più conveniente rispetto ad altri modi?

Il valore del pellet sul mercato

Innanzitutto, il risparmio dipende proprio dal valore di mercato con cui viene venduto il materiale pellet. Secondo l'Aiel (l'Associazione Italiana Energie Agroforestali) a settembre 2014 questa è la situazione dei prezzi dell'energia primaria.

Costo energia primaria a settembre 2014

(Il costo dell'energia primaria a settembre 2014 secondo l'Aiel. I valori sono espressi in €/MWh IVA e tasse incluse, al consumatore finale, trasporto incluso) 

 

Un aumento rispetto al passato sicuramente c'è stato: in media, oggi, 15 kg di pellet (che, calcolando qualche ora al giorno di spegnimento della stufa, durano tra i 2 e i 3 giorni) costano tra i 4,80 euro e i 5,50 euro, mentre nel 2012 oscillavano tra i 3,60 e 4 euro. Il costo comunque resta ancora ben lontano da quello del metano, consentendo quindi ancora notevoli risparmi.  

A far aumentare il costo del pellet, comunque, non è solo la crescita della domanda, ma il fatto che il prezzo di questo materiale ha variazioni stagionali: il costo, infatti, è minore nel periodo compreso tra i mesi di maggio e luglio, mentre inizia ad aumentare ad agosto per poi stabilizzarsi in inverno.

Un ulteriore formula di risparmio, poi, consiste nel cosiddetto gruppo d'acquisto (Gas): così come funziona per molti altri prodotti, è possibile comprare, insieme ad altre persone, quantità più grandi di pellet. Condizione base affinché l'operazione si riveli conveniente è che le persone che fanno parte del gruppo abitino vicino, in particolare ad una distanza massima di 15 chilometri. Naturalmente, però, per l'operazione di scarico è necessario anche un muletto: in genere, infatti, ai Gas vengono venduti ben 24 bancali.

Gruppo di acquisto per il pellet

(Molte persone che abitano vicino e utilizzano stufe o camini a pallet aderiscono ai Gas, gruppi di acquisto per comprare il pellet e risparmiare ancora di più)

Deciso per il pellet? Ecco come lo Stato Italiano può aiutarti

Utilizzare il pellet come combustibile è maggiormente conveniente anche per via degli incentivi fiscali. Due le detrazioni ad oggi esistenti:

RISTRUTTURAZIONE DEGLI EDIFICI, per cui è previsto un incentivo del 50% (per le spese effettuate fino al 31 dicembre di quest'anno).

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI, per cui è previsto un incentivo del 65% (per le spese effettuate sempre fino al 31 dicembre 2014).

Come si evince dal sito dell'Agenzia delle entrate, la detrazione va sempre ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Per la prima tipologia, essa è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro. Nel secondo caso, il valore massimo oscilla tra i 30.000 euro sino ai 100.000 euro.

Nel caso della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici, la percentuale passerà al 50% per i pagamenti effettuati dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 e dal 1° gennaio 2016 al 36%, pari a quello ordinariamente previsto per i lavori di ristrutturazione edilizia.

Tuttavia, si stima che il costo di una stufa a pellet, nel caso, si badi bene, di installazioni standard, venga completamente ammortizzato già dopo i quattro anni.

Un ulteriore incentivo è poi il conto termico, che finanzia la sostituzione di vecchi generatori di calore con nuovi apparecchi a biomassa proprio come le stufe a pellet. A differenza delle detrazioni fiscali precedentemente illustrate, il conto termico non è legato al reddito Irpef, ma è un vero e proprio incentivo che viene erogato in soli due anni. Dal 19 luglio scorso, inoltre, l'incentivo massimo erogabile non potrà superare il 65% delle spese sostenute per l'acquisto e l'installazione dell'apparecchio nuovo.

Pellet e legna a confronto

La convenienza del pellet emerge anche nel confronto con la legna. Infatti, sia a livello di qualità che di omogeneità, il pellet è migliore. Innanzitutto, il contenuto energetico è maggiore: il pellet registra 5,0 kW per Kg contro i 4,4 della legna. In secondo luogo, è minore il contenuto di acqua: nel pellet l'umidità può arrivare sino ad un massimo dell'8% contro il 50% della legna. Infine, c'è da considerare anche la pezzatura, più uniforme e costante nel pellet rispetto alla legna, senza contare che, pur costando meno, soprattutto se la si possiede di proprietà, la legna sporca di più ed è più difficile da trasportare.

Tuttavia, è bene ricordare che prima di scegliere la modalità con la quale riscaldare la proprio abitazione occorre fare effettuare un sopralluogo, anche semplicemente da chi poi ci venderebbe la stessa stufa a pellet. Infatti, non soltanto esistono apparecchi di varia potenza (da una potenza minima di 6 kW a un massimo di 15 kW), ma anche di fattura diversa (ricoperte di acciaio o di ceramica, ad esempio). La scelta deve essere adeguata al punto in cui vogliamo installare la stufa e al "lavoro" che essa dovrà fare, quindi quante stanze scaldare e in quanto e per quanto tempo.

Autore

Dott.ssa Giulia Scatolero

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