Arriva la Carta d'Identità per gli impianti di riscaldamento e l'obbligo dalla prima verifica

Dal 15 ottobre è nata la carta d'identità necessaria per sistemi di riscaldamento, teleriscaldamento, impianti solari, pompe di calore e sistemi di climatizzazioni. Nuovi controlli sull'efficienza energetica per gli impianti con una spesa raddoppiata per gli italiani.

È diventata di obbligo dal 15 ottobre del 2014 anche il "documento di riconoscimento" per gli impianti di riscaldamento delle case degli italiani: nasce la carta d'identità, che sarà necessaria per sistemi di riscaldamento, teleriscaldamento, impianti solari, pompe di calore e sistemi di climatizzazioni. Il classico libretto che fino alla data del 15 ottobre era obbligatorio soltanto per le caldaie oggi diventa un documento ufficiale che viene esteso a tutti i sistemi per le unità immobiliari. Non solo, infatti si stringe il cerchio anche per quanto concerne i controlli sull'efficienza energetica, quindi ci saranno per i manutentori nuove modalità di controllo.

Ma attenzione: non c'è bisogno di affrettarsi per mettersi in regola con il nuovo decreto legislativo, infatti anche se il cittadino è il proprietario a tutti gli effetti del libretto (e quindi la compilazione rientrerebbe tra i suoi compiti), sarà il tecnico quando verrà per la prima verifica ad avviare tutta la pratica di registrazione.

Il nuovo documento è scaricabile gratuitamente sul sito del Comitato Termotecnico Italiano, anche se alcune regioni italiane come l'Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte e la Lombardia, è possibile trovare dei modelli locali precompilati, che sono obbligatori per tutti i coloro che vivono in queste aree.

Una nota importante: è compito del proprietario dell'unità abitativa oppure dell'inquilino prendere atto che il libretto sia stato predisposto. Se invece prendiamo in esame un condominio con impianto centralizzato l'obbligo ricadrà sull'amministratore. Per i controlli sulle caldaie occorre informarsi su quelle che sono le normative regionali (andiamo dai due ai quattro anni). I cittadini nel caso di dubbio sull'affido delle verifiche possono chiedere in visione l'apposito modulo della Camera di Commercio, dove sono elencati i requisiti e le caratteristiche professionali dei tecnici. Chiaramente, con le nuove norme sulla sanificazione sui rispettivi controlli cambierà anche la spesa dell'intervento, che diventerà molto onerosa, passando dai cento/centoventi euro nella media ai duecento, con un aumento quasi raddoppiato.

Previste multe fino a seimila euro per i trasgressori

(Controlli più severi sull'efficienza degli impianti)

I CONTROLLI

Una volta effettuate tutte le verifiche di legge, il manutentore deve trasmettere il proprio rapporto di controllo a quelli che sono gli enti preposti. Anche le multe in caso di mancate verifiche sono salate, partiamo dai cinquecento euro e arriviamo fino ai tremila. Maggiore responsabilità anche per il tecnico, che nel caso trasmetta una relazione sbagliata o incompleta rischia una multa fino ai seimila euro. Sono gli enti locali ad avere l'onere di effettuare gli obblighi, ispezionando a campione i rapporti ricevuti.

Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 10 febbraio 2014 con I Modelli di libretto di impianto per la climatizzazione e di rapporto di efficienza energetica è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.55 del 7 marzo 2014. Nel decreto possiamo trovare:

il Modello di libretto di impianto per la climatizzazione

i Modelli di rapporto di efficienza energetica

In pratica il nuovo modello unisce quelli che sono i due documenti che sono previsti dalla legislazione attuale: abbiamo quindi un unico  documento valido per qualsiasi impianto nelle strutture destinati al riscaldamento o alla climatizzazione o alla produzione di acqua calda. Il manutentore dovrà fornire una serie di dati aggiuntivi sulla "stato di salute" degli impianti, della loro efficacia e della loro ecosostenibilità ambientale.

AGGIORNAMENTO DEI MODULI

Come avviene nella pratica l'aggiornamento dei moduli? Il responsabile dell'impianto deve collegarsi e scaricare dalla rete il nuovo modulo in formato pdf, sul quale occorrerà trascrivere quelli che sono i dati identificativi dell'impianto. In questo modo, nell'eventualità di un controllo, sarà pronto il documento da consegnare all'installatore, il quale dovrà effettuare l'aggiornamento delle nuove verifiche. Certo, occorrerà del tempo affinché tutti gli impianti vengano trasformati a norma. Sicuramente sarà più semplice nel caso di edifici che sono soggetti a verifiche periodiche.

Autore

Luigi Boccia

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